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Lo shotokan

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"Karate Ni Sente Nashi"

Il vero Karate Do è ciò che nella vita quotidiana allena e sviluppa la mente, nello spirito di umiltà e che, nei momenti critici, è totalmente devoto alla causa della giustizia. Lo scopo ultimo del Karate-do non risiede nella vittoria o nella sconfitta, ma nella perfezione del carattere dei suoi praticanti.

Lo stile praticato dagli iscritti dell'Associazione è lo Shotokan, il primo fra gli stili di karate ad essere importato in Occidente ed il cui nome significa: Casa delle onde di pino. La sua validità resta fondamentale . 

Il Maestro Funakoshi è il padre dello Shotokan. 

 

  La visione del karate da parte di Funakoshi è riassunta in tre massime:

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“Karate ni sente nashi” = “Non c’è tecnica offensiva nel karate”

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 “Shikizoku-zeku”= “Tutto è vanità”

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 “Gijiutsu yori shinjutsu”= “A un certo punto la tecnica finisce e comincia l’intuizione”.

La prima di queste massime compare sul monumento che lo ricorda nel tempio Zen di Engaku, a Kita-Kamakura.

Promuovere il “karate come stile di vita” fu la sua missione. Secondo il suo insegnamento, non si tratta solamente di un’arte marziale ma di un modo di essere, di comportarsi, di porsi di fronte agli altri, che diventano non più il nostro nemico ma un amico da amare. Il Karate è, quindi, per il Maestro Funakoshi, un modo per plasmare il proprio carattere.

Il karate non è solo uno sport di massa o una disciplina d’autodifesa, l’aspetto più importante, di cui il Maestro era il difensore, è l’aspetto spirituale e filosofico dell’arte. E’ la via che ogni karateka deve percorrere, avanzando senza mai arretrare, cercando di migliorare tutti quegli aspetti comportamentali negativi, sia fisici sia mentali, che fanno parte dell’animo umano. E’ un’arte che richiede costantemente una grande riflessione interiore.