Home
La Bacheca
Le classifiche
Calendario gare
Articoli
Approfondimenti
Photo Album
Sommario
Info

La storia del karate
Il karate moderno
Lo shotokan
La forza interiore
Le tecniche
Le regole dell'esame
Il karate e le donne

L'A.S.D. Baby Melody è su Facebook

 

Il karate moderno

Precedente Successiva

 

Gichin Funakoshi è la figura di massimo rilievo del karate moderno. Egli, infatti, attorno alla fine del XIX secolo diede un nuovo vigore espansivo alle tecniche.

Funakoshi nasce a Shuri di Okinawa nel 1869. Cominciò a praticare karate dodicenne prendendo lezioni di notte. L’insegnamento era per pochi allevi, due o tre persone. Studiò il karate sotto la guida dei migliori maestri. Nel 1921 sbalordì con una sua esibizione di karate il principe imperiale Hiro Hito. Ciò facilitò l’invito per l’anno successivo a Kyoto in occasione di un’esposizione nazionale di educazione fisica dove si esibì davanti ad una commissione del Ministero dell’Educazione. Nel 1927 ottenne d’insegnare sistematicamente all’Università di Waseda. Nel 1948 fu fondata la “Japan Karate Association”. Nel 1957 Funakoshi moriva, certo di aver ormai assicurato al mondo i suoi segreti.

La sua ragione di vita fu la diffusione del karate nel mondo. Allora il karate era praticato solo come arte di difesa. Funakoshi, sempre attaccato alle tradizioni, seguiva la regola di “un kata in tre anni” e non accettò mai l’introduzione del combattimento sportivo (kumite), infatti, i primi campionati giapponesi si svolsero, rispettosamente, dopo la morte del Maestro. Per Funakoshi il karate-do (la via del karate) era alieno dalla competizione. Il figlio Yoshitaka, nel sostituirlo, modificò sostanzialmente lo stile del padre portando le tecniche all’estremo. L’impostazione etica del karate di Funakoshi stava tramontando, il concetto di “Do” veniva sostituito dal karate come pura espressione sportiva, spettacolare e anche economica.

Quella che era nata come arte marziale, è sopravvissuta e si è trasformata fino a diventare non soltanto un efficacissimo mezzo di difesa personale ma anche uno sport entusiasmante.

Il karate ha iniziato a diffondersi in Occidente (Europa e USA)   intorno agli anni Cinquanta.

La storia degli sport karateistici è ancora più recente.

Gli stili più conosciuti sono quattro: shotokan, wado-ryu, shito-ryu, goju-ryu. Ogni stile ha la sua filosofia e la sua metodologia d’allenamento:

bullet

Shotokan: si riconosce per le sue posizioni basse, attacchi lunghi e potenti alla ricerca del colpo decisivo;

bullet

Gojo-ryu: posizioni potenti e ferme, alternate a guardie mobili, parate circolari e contatto degli arti superiori, la respirazione è ventrale e sonora e facilita l’incasso dei colpi. I kata fondamentali sono dodici;  

bullet

Shito-ryu: è uno stile molto bello, morbido e dinamico, addirittura troppo ricco di tradizioni e di forme, ha in sé almeno quaranta kata;

bullet

Wado-ryu: è il primo vero stile giapponese, è basato su azioni agili e veloci. Le schivate, che lo caratterizzano, sono sempre legate a un contrattacco sui punti vitali del corpo e si concludono col trascinamento al suolo dell’avversario.

Allo stato attuale esistono in Giappone compresa Okinawa almeno quaranta scuole di arti marziali. La maggior parte sono riunite in federazioni che portano avanti un’attività sportiva moderna. In contrapposizione si trovano le scuole tradizionaliste, principalmente ad Okinawa, che accusano il Giappone di aver trafugato quest’arte rendendola irriconoscibile.