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Gichin Funakoshi è la figura di massimo rilievo del karate moderno.
Egli, infatti, attorno alla fine del XIX secolo diede un nuovo vigore espansivo
alle tecniche.
Funakoshi nasce a Shuri di Okinawa nel 1869. Cominciò a praticare karate
dodicenne prendendo lezioni di notte. L’insegnamento era per pochi allevi, due
o tre persone. Studiò il karate sotto la guida dei migliori maestri. Nel 1921
sbalordì con una sua esibizione di karate il principe imperiale Hiro Hito. Ciò
facilitò l’invito per l’anno successivo a Kyoto in occasione di
un’esposizione nazionale di educazione fisica dove si esibì davanti ad una
commissione del Ministero dell’Educazione. Nel 1927 ottenne d’insegnare
sistematicamente all’Università di Waseda. Nel 1948 fu fondata la “Japan
Karate Association”. Nel 1957 Funakoshi moriva, certo di aver ormai assicurato
al mondo i suoi segreti.
La sua ragione di vita fu la diffusione del
karate nel mondo. Allora il
karate era praticato solo come arte di difesa. Funakoshi, sempre attaccato alle
tradizioni, seguiva la regola di “un kata in tre anni” e non accettò mai
l’introduzione del combattimento sportivo (kumite), infatti, i primi
campionati giapponesi si svolsero, rispettosamente, dopo la morte del Maestro.
Per Funakoshi il karate-do (la via del karate) era alieno dalla competizione. Il
figlio Yoshitaka, nel sostituirlo, modificò sostanzialmente lo stile del padre
portando le tecniche all’estremo. L’impostazione etica del karate di
Funakoshi stava tramontando, il concetto di “Do” veniva sostituito dal
karate come pura espressione sportiva, spettacolare e anche economica.
Quella che era nata come arte marziale, è sopravvissuta e si è
trasformata fino a diventare non soltanto un efficacissimo mezzo di difesa
personale ma anche uno sport entusiasmante.
Il karate ha iniziato a diffondersi in Occidente (Europa e
USA) intorno agli anni
Cinquanta.
La storia degli sport karateistici è ancora più recente.
Gli stili più conosciuti sono quattro: shotokan, wado-ryu, shito-ryu, goju-ryu. Ogni stile ha la sua filosofia e la sua metodologia d’allenamento:
Allo stato attuale esistono in Giappone compresa Okinawa
almeno quaranta scuole di arti marziali. La maggior parte sono riunite in
federazioni che portano avanti un’attività sportiva moderna. In
contrapposizione si trovano le scuole tradizionaliste, principalmente ad Okinawa,
che accusano il Giappone di aver trafugato quest’arte rendendola
irriconoscibile.
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