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La storia

della Ginnastica Artistica

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La storia di questa disciplina olimpica si perde nella notte dei tempi. Già nell’antica Grecia erano previste delle prove acrobatiche e addirittura prima nella civiltà Cretese esisteva una spettacolare acrobazia, raffigurata in antiche anfore, dove l’atleta compiva un volteggio a corpo teso sopra….. la testa di un toro vivo! Dobbiamo però arrivare in Europa tra il Settecento e l’Ottocento per avere le specialità regolamentate e l’utilizzo di attrezzi codificati. Il fine di questa pratica in quei tempi però era solo militare, dobbiamo attendere ancora le prime Olimpiadi del 1896 ad Atene per vedere la ginnastica artistica come specialità sportiva.

Con le prime nuove Olimpiadi di Atene volute da De Coubertein vediamo quindi la ginnastica artistica più o meno come è oggi.

La ginnastica artistica è stata ed è ancora appannaggio quasi esclusivo di giapponesi e atleti dell’est. Infatti a parte il “Signore degli Anelli” Yuri Chechi, dobbiamo tornare indietro fino al 1964 per avere un oro olimpico a nome di Menichelli, poi indietro fino al 1932 per avere un altro oro olimpico a nome di Neri infine dobbiamo arrivare fino al 1912 poi 1908 e 1906 per avere molti ori olimpici a nome del più grande e leggendario ginnasta italiano: Alberto Braglia. Questo garzone di fornaio nella Modena di fine Ottocento che a tredici anni incontra la ginnastica, rappresenta uno dei più grandi atleti olimpici italiani di tutti i tempi. Vincitore di ben tre Olimpiadi consecutive, Atene 1906, Londra 1908 e Stoccolma 1912, diventerà poi allenatore della nazionale italiana portandola alla vittoria alle olimpiadi di Los Angeles nel 1932 con Neri.

La ginnastica artistica è oggigiorno una disciplina largamente praticata anche nelle scuole e i primi rudimenti fanno parte del programma ministeriale di educazione fisica previsto nella scuola media.